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L’insegna, in fondo alla piazzetta di San Vito, dice “Circolo ARCI Bandiera Bianca” e, mai come in questi giorni, un nome come quello dello spazio di Contursi Terme – che da qualche anno promuove iniziative, cinema, dibattiti, doposcuola per i bambini, corsi di musica, lezioni di italiano per gli immigrati – suona beffardo e inopportuno. Mai come adesso, quel nome significa tutt’altro che una resa.
E quella Bandiera diventa il simbolo di chi ha a cuore la promozione culturale, l’associazionismo “vero”, l’impegno per rendere i posti in cui viviamo più civili, più aperti, migliori. Una bandiera da sventolare forte, perché in gioco c’è il tentativo di arginare la desertificazione culturale che prende piede, ogni giorno di più.
Per aprire il loro Circolo e provare a promuovere cultura e partecipazione nella cittadina dove sono nati e cresciuti, i ragazzi del Bandiera Bianca si sono autotassati ed hanno affrontato un lungo viatico, tutto in salita, lungo le strade impervie della burocrazia, con l’intento preciso di stare nelle regole e rispettare fino all’ultima norma. Alla fine il loro sogno è diventato realtà, una realtà per trenta posti a sedere o giù di lì, con i ragazzi che quando c’è qualcuno in più salgono a casa a prendere le sedie di rinforzo. E la gente del posto che arriva per vedere un film, partecipare ad una discussione, ascoltare un po’ di musica. Musica rigorosamente acustica, quella che si può suonare in uno spazio di pochi metri quadrati come il Circolo, rigorosamente non oltre le 24.
Musica come quella del cantautore milanese, voce e chitarra, che la sera del 28 febbraio è di scena al Bandiera Bianca. Ma quella voce e quella chitarra superano di 2 Decibel la soglia consentita di “rumore” a quell’ora, secondo un rilievo fonometrico dell’ARPAC, l’agenzia regionale che ha il compito di vigilare sull’inquinamento acustico e che arriva proprio quella sera nel Circolo, cogliendo i nostri amici del Bandiera Bianca sul fatto. La voce e la chitarra inquinano acusticamente, ebbene sì, e al Bandiera Bianca viene inflitta una sanzione amministrativa, il doppio della minima prevista, per un totale di 1.032 Euro.
Il Comune decide, inoltre, che il Circolo deve dotarsi di un arnese chiamato limitatore acustico ed eseguire delle perizie fonometriche (!). In totale tutta la faccenda costa circa 3000 Euro, una vera e propria batosta per il Circolo che sopravvive con le quote di iscrizione dei soci e qualche piccola donazione. In più, il Sindaco di Contursi Terme stabilisce che d’ora in poi ogni attività musicale all’interno del Bandiera Bianca deve essere preventivamente autorizzata dal Comune. E così, per i ragazzi del Bandiera Bianca, c’è una nuova salita da affrontare. Concerti annullati, programmazione compromessa, soldi da trovare: la stessa vita del Circolo a rischio.
Aldilà delle norme (ne è saltata fuori una in più, non prevista!), aldilà delle valutazioni sull’impatto acustico di una voce e una chitarra, sul concetto di “rumore”, sul trattare un circolo culturale alla stregua di una discoteca, aldilà delle perplessità sulle procedure amministrative e sulle ordinanze che impongono rigide limitazioni ad uno spazio privato come quello del Circolo, qui c’è in ballo la possibilità di tenere uno spazio aperto e continuare a promuovere cultura. Di fare associazionismo vero, quello che garantisce la partecipazione, mette insieme le persone e promuove socialità, al tempo dei social network e delle chat. Continuare a dare degli stimoli culturali ai tanti che arrivano da tutti i paesi vicini e non solo. 242 soci, giovani e non. E’ evidente che non è una questione di impatto acustico. Ma dell’impatto di decisioni come quelle del Sindaco di Contursi Terme su una realtà così fragile e al tempo stesso così importante come quella del Circolo ARCI locale. Dell’impatto sociale e culturale di un’esperienza come questa.
Non ci resta che fare appello al buon senso e alla volontà politica – come si diceva una volta – che può intervenire rispetto alla rigidità delle norme. E invitare tutti a partecipare con una donazione alla raccolta fondi promossa dal Bandiera Bianca per reggere l’urto economico della faccenda. Quel famigerato paio di decibel – l’equivalente dei passi a piedi scalzi di un bambino – non può, non deve interrompere questa storia.

Francesco Arcidiacono
Presidente ARCI Salerno

Per sostenere il Circolo Arci Bandiera Bianca puoi donare un contributo tramite:
Ricarica postpay n. 5333 1710 0953 8626
Bonifico su poste italiane IBAN: IT61C0760105138224734624736
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