In molte città della Campania l’Arci ha manifestato la propria contrarietà alla guerra che la Turchia ha iniziato invadendo il territorio siriano storicamente abitato dalla popolazione curda. Domani Lunedi 14 ottobre ore 17.00 anche a Caserta ci sarà un Presidio, davanti la Prefettura, in solidarietà al popolo curdo.

Cgil Cisl Uil di Caserta con Anpi, Arci, Nero e Non Solo, Millepiani, Comitato per Villa Giaquinto, Unione degli Studenti Caserta, Sinistra Italiana Caserta, Libera Caserta, Associazione Melagrana, Comitato Don Peppe Diana e altre realtà sociali del territorio hanno aderito all’appello locale.

A livello nazionale Arci, Anpi, CGIL e Legambiente inviano un appello ai vertici istituzionali italiani ed europei, dal presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, al Ministro Di Maio, ai presidenti delle Camere, Casellati e Fico, alla presidente della Commissione e del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen e David Sassoli.

Nell’appello le associazioni e il sindacato si dichiarano “angosciati e preoccupati per quanto sta accadendo al confine tra Turchia e Siria”.

Inoltre L’Arci nazionale lancia una raccolta fondi “Dalla parte dei Curdi” a sostegno di una popolazione che sta vivendo un momento drammatico.

Non possiamo e vogliamo lasciare sola una popolazione aggredita e invasa unilateralmente: vogliamo pensare ai bambini e alle donne, ai civili che, come accade spesso, sono le prime vittime nei conflitti”.

Lo dichiara Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci, che ha promosso la raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding produzionidalbasso.com, in collaborazione con l’Ufficio del Kurdistan in Italia.

“In attesa che le istituzioni e la diplomazia –  prosegue – agiscano nei confronti della Turchia, la società civile non può stare ferma.

La mobilitazione nelle piazze è necessaria, anche per creare un’opinione a sostegno ma servono fatti concreti a una popolazione che conta già oltre diverse migliaia di sfollati. Gli aiuti serviranno per l’allestimento di campi profughi e ospedali da campo.

L’obiettivo di tutti – conclude – deve essere fermare questa nuova guerra”.

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