L’Arci per il NO al Referendum Costituzionale

Il 4 dicembre si terrà il referendum sulla riforma Costituzionale. L’Arci invita a votare NO per alcuni semplici principi che riguardano la base della vita democratica e la capacità delle istituzioni del Paese di svolgere le loro funzioni essenziali senza cadere nel caos della burocratizzazione e dell’arbitrarietà.

Ragioni che niente hanno a che vedere, quindi, con il giudizio complessivo sull’azione di questo o di qualsiasi altro governo, ma che riguardano valori, principi e modalità di partecipazione alla vita pubblica e che sono parte del “patto costituzionale” nato dalla Resistenza e dalla Liberazione dal fascismo.

E’ per tali principi che la mobilitazione referendaria non è una prerogativa dei soli partiti, ma riguarda associazioni, movimenti, sindacati e tutti i “corpi intermedi” in cui si incontrano e si organizzano le persone e i cittadini di questo Paese.

I “No” dell’Arci che fanno crescere. No Perché:

  • la riforma diminuisce la possibilità dei cittadini di dire la loro, con un Senato composto da qualche consigliere regionale e un sindaco per regione, nominati non si sa con quale criterio, più una “pattuglia” del Presidente della Repubblica… un gruppo di amministratori locali che decideranno, nei ritagli di tempo tra un consiglio e una giunta comunale, ad esempio, sulle forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, non si sa bene con quale competenza e mandato…. ma sicuramente senza alcuna possibilità da parte del Governo di porre la fiducia su tali scelte. La rinuncia al diritto di votare questo “Senato a mezzo tempo” ci farà risparmiare un caffè a testa all’anno. Questo è quanto risulta dai calcoli della Ragioneria dello Stato: non gli sbandierati 500 milioni, ma molto meno di 50, nemmeno la decima parte…
  • il caos, la burocratizzazione, i conflitti e l’inefficienza generati da oltre 10 procedimenti legislativi differenziati bloccherà il paese. La Corte Costituzionale si è già espressa chiaramente, cercando di sottrarsi ad una “politicizzazione” del suo ruolo determinata dai “pareri preventivi”. Il Governo condizionerà molto più di oggi la funzione legislativa, consolidando in altre forme la pratica della decretazione d’urgenza (con la funzione legislativa a scadenza);
  • l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia di alcune importanti istituzioni della Repubblica (possibile elezione di un Presidente della Repubblica di minoranza; Consiglio Superiore della Magistratura) saranno a rischio a causa dei nuovi sistemi di voto semplificati e dei meccanismi delle nomine;
  • portare da 50mila a 150mila il numero di firme necessario per presentare leggi di iniziativa popolare e rimandarne la discussione all’approvazione di successivi regolamenti parlamentari renderà vano un importante strumento di partecipazione dei cittadini;
  • la riforma allontana i cittadini dalle politiche regionali e dalla gestione del territorio. Riportare tra le competenze esclusive dello Stato molti ambiti dei quali oggi si occupano le Regioni rischia di allontanare i cittadini dagli enti regione e dalle loro scelte. La proposta, di stampo “statalista” è confusa e produrrà continui contenziosi tra Stato e Regioni, rallentando gli iter normativi. Non è chiaro come funzioneranno e cosa faranno gli “enti di area vasta”, che sostituiscono di fatto le Province.
  • la riforma rischia di marginalizzare il ruolo delle opposizioni e allontanare i cittadini dal voto. La dichiarazione di guerra, l’amnistia e l’indulto ed altre importanti leggi saranno decise solo dal partito che vincerà le elezioni, anche per colpa del famigerato “Italicum”. Infatti l’abnorme premio di maggioranza e i capolista bloccati, nominati dalle leadership dei partiti, determinano un sistema iper-maggioritario che non ci piace.

La Costituzione è questione che riguarda tutti. Ci guida nell’azione e nella pratica quotidiana. Questi ultimi giorni sono decisivi per informare, discutere, sensibilizzare. Per questo sollecitiamo tutti i soci, i comitati e i circoli a mobilitarsi ed organizzare più iniziative possibili sul territorio, alimentando il dibattito e il confronto.

Buon lavoro a tutti,

Francesca Coleti
Presidente Arci Campania

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“Non possiamo stare fermi”: il tuo 5×1000 e 2×1000 ad Arci

L’ARCI lancia la campagna 5XMILLE dal titolo ‘Non possiamo stare fermi’.
Siamo un’associazione plurale e radicata sul territorio, che porta avanti ogni giorno centinaia di attività per le persone con le persone.
“Non possiamo stare fermi” perché insieme, ogni giorno, proviamo a rendere la nostra società un posto migliore.
Giovani, cultura, attivismo sociale, antimafia, accoglienza, solidarietà con i migranti, antirazzismo, sono solo alcuni dei nodi tematici che emergono dalle storie che quotidianamente incontriamo.
Il tuo 5XMILLE come atto di cambiamento a sostegno delle realtà individuate per la campagna “Non possiamo stare fermi”, come gesto di appartenenza, per continuare a fare la differenza, per dire la nostra, per rendere questa società sempre più abitabile e alla portata di tutti.

ARCI è partecipazione, condivisione e promozione della cultura in tutte le sue forme.

Sostieni l’Arci diffondendo la possibilità, per la prima volta da quest’anno, di dare il 5xmille
Se scegli l’Arci con la tua firma sosterrai la pace la cultura, la solidarietà, i diritti.

13 dicembre 2015: Maratona di lettura dei libri messi all’indice

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In Campania 4 iniziative per la Maratona di lettura dei libri messi all’indice: a Napoli, a Salerno, a Contursi Terme, a Scafati. Scopri dove sulla mappa!

La paura scatenata dall’ignoranza è un sentimento potente. Negli scorsi mesi il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha deciso di mettere al bando dai nidi e dalle scuole dell’infanzia della sua città 49 libri di favole illustrate per bambini, perché ispirati alla fantomatica teoria gender.

Questa vicenda diventa paradigmatica e tiene insieme, in maniera esemplare, alcuni temi fondamentali: la censura, l’educazione e il sistema pedagogico, la libertà di espressione.

Ma la vicenda diventa se vogliamo un piccolo tassello che si va ad inserire in un quadro più complesso che vede espandersi il movimento in difesa della famiglia tradizionale, le manifestazioni di piazza e i seminari organizzati dai vari Le Manif pour Tous e Sentinelle In piedi, i percorsi nelle scuole sulla parità di genere promossi dai nostri comitati che vengono osteggiati, le paure di tanti comitati di genitori che vengono alimentate dallo spauracchio della teoria gender.

La teoria Gender è diventata in questi ultimi mesi una grottesca catena di Sant’Antonio, impastata di banalità e di procurati allarmi a tratti comici ma non per questo meno pericolosi.

Sullo sfondo si muovono il Family Day, il ddl Cirinnà, il tema dell’omogenitorialità, temi che dividono e determinano confronti aspri nel momento in cui per la prima volta il paese si accinge a colmare l’enorme vuoto normativo sul tema dei diritti civili.

In un momento in cui si alimenta un clima da caccia alle streghe basato sulla disinformazione e sulla paura, crediamo che possa essere compito dell’Arci, che ha sempre fatto delle battaglie civili la sua bandiera, esporsi per denunciare un atto di censura arbitraria e irragionevole, un clima da Inquisizione e un grande passo indietro sul tema della laicità, un arretramento per un sistema scolastico che dovrebbe educare all’uguaglianza, al rispetto delle diversità, al contrasto all’omofobia, alla parità di genere.

Leggi la notizia sul sito nazionale dell’Arci e scopri la lista dei 49 libri messi all’indice.

Adesione Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi

marcia delle donne e degli uomini scalzi

Leggendo le notizie e guardando i video e le immagini di ciò che sta accadendo ai migranti e ai richiedenti asilo in questi giorni in Italia ed in Europa, pensiamo che sia necessario rompere il silenzio per non alimentare l’indifferenza e l’intolleranza.

Per questo motivo abbiamo deciso da che parte stare ed aderire all’appello lanciato per la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi da attori, registi ed intellettuali in occasione della Mostra del Cinema di Venezia.
Con la Marcia degli Uomini Scalzi proponiamo un cammino di civiltà: l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

La marcia si svolgerà, in contemporanea con quella veneziana, a Napoli nel pomeriggio di venerdì 11 settembre. Riceverete aggiornamenti qui o sulla pagina Fb riguardo l’orario ed il luogo di svolgimento della manifestazione. AGGIORNAMENTO La Marcia si terrà a Napoli a P.zza del Plebiscito, appuntamento alle 16:30.

Vi invitiamo a segnalare a campania@arci.it la vostra partecipazione, in modo da poter sfilare alla marcia tutti insieme.
Di seguito, l’appello della Marcia.

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti 
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

Primi firmatari (nazionali)

Lucia Annunziata,Don Vinicio Albanesi, Gianfranco Bettin, Marco Bellocchio, Don Albino Bizzotto, Elio Germano, Gad Lerner, Giulio Marcon, Valerio Mastrandrea, Grazia Naletto, Giusi Nicolini, Marco Paolini, Costanza Quatriglio , Norma Rangeri, Roberto Saviano, Andrea Segre, Toni Servillo, Sergio Staino, Jasmine Trinca, Daniele Vicari, Don Armando Zappolini

Campagna di raccolta fondi per sostenere i centri di solidarietà sociale in Grecia

campagnia centri solidarietà grecia

L’Arci promuove una Campagna di raccolta fondi per sostenere i centri di solidarietà sociale in Grecia: attraverso le coordinate bancarie presenti in questo articolo è possibile aiutare concretamente la popolazione greca.

In questi giorni è stata scritta una pagina buia della storia del nostro continente. Non riguarda solo la Grecia, riguarda tutti e tutte. L’ Europa che vogliamo non umilia i popoli, non affama le persone, non mette le banche prima della dignità, non sostituisce la forza del potere alla democrazia. Non vogliamo morire di austerità. Chiediamo a tutti e tutte un gesto concreto. Con generosità e convinzione, come gesto politico di resistenza alla guerra contro i diritti e la democrazia che è in atto in Europa. Per questo chiediamo un gesto concreto, un modo per stare dalla parte giusta. Dalla parte della nostra Europa, che è fatta di giustizia sociale, di diritti, di partecipazione, di solidarietà.

Sosteniamo con una donazione i centri di solidarietà sociale in Grecia.
Sono più di quattrocento, sono tutti gestiti da volontari e dagli stessi utenti.
Sono ambulatori e farmacie sociali, mense e ristoranti sociali, botteghe alimentari a costo zero, doposcuola, scuole di musica e di informatica, corsi di lingua, centri di assistenza legale, filiere di distribuzione alimentare senza intermediari, spazi di economia sociale, strutture di sostegno per chi ha perso la casa, è senza lavoro o è sommerso dai debiti. Sostengono greci, immigrati, richiedenti asilo.

Affrontano da anni collettivamente le conseguenze disastrose dell’austerità. Le persone si aiutano a sopravvivere e a difendere la dignità umana. Dalla solidarietà fanno rinascere la speranza. Trasformano la frustrazione in partecipazione e autogestione, generano mobilitazione e resistenza popolare.

L’Arci, che è nata dal mutuo soccorso italiano, e con i suoi cinquemila circoli è al servizio della partecipazione popolare, sta dalla loro parte. Facciamo appello ai nostri soci e socie, a tutte le persone e alle comunità di fare altrettanto, subito.

Con generosità e convinzione, come gesto politico di resistenza alla guerra contro i diritti e la democrazia che è in atto in Europa. Iniziamo con una raccolta di fondi straordinaria.
D’accordo con Solidarity for All, struttura di servizio a 400 centri di solidarietà in Grecia, i fondi raccolti saranno destinati a sostenere: un ambulatorio sociale, un centro culturale, una struttura per l’infanzia e un centro di prima accoglienza per immigrati e richiedenti asilo, con i quali si costruiranno nelle prossime settimane i primi gemellaggi con comitati e circoli dell’Arci.

Per effettuare le donazioni:
• BANCA: BANCA POPOLARE ETICA
• BIC: CCRTIT2T84A
• CONTO: ASSOCIAZIONE ARCI ~ IT36A0501803200000000000041
Causale: solidarietà con la Grecia

La Carovana Antimafia fa tappa in Campania

14 giugno 2015
15 giugno 2015
16 giugno 2015

carovanasmall

Partita il 10 giugno da Reggio Calabria il 14/15/16 giugno la Carovana farà tappa in Campania toccando diversi comuni delle provincie di Caserta, Napoli ed Avellino.

Nata nel 1994 su iniziativa di Arci Sicilia, la Carovana continua da 21 anni ad essere un grande laboratorio itinerante contro la criminalità organizzata, dove l’animazione sociale sul territorio ha lo scopo di contribuire a combattere la corruzione e riformare la politica, puntando alla costruzione di luoghi di aggregazione, di spazi di socialità, per affrontare il degrado e la marginalità sociale attraverso la costruzione di relazioni tra le persone e di reti comunitarie.

“Le periferie al centro”è il tema prescelto per il viaggio di quest’anno: la Carovana sceglie di entrare nelle periferie dove forti sono le spinte all’illegalità, per supportare le realtà positive che in questi contesti fanno quotidianamente resistenza. Le periferie del nostro paese rappresentano infatti quei fili attraverso i quali si può riannodare la società “spezzata”: la Carovana raccoglierà una serie di esperienze, nei quartieri più difficili d’Italia, con l’obiettivo di conoscere meglio queste realtà e di acquisirne le buone pratiche ma anche i disagi.Alla Carovana di quest’anno partecipa anche il gruppo musicale Il Parto delle Nuvole Pesanti, che presenterà il libro-cd “Terre di musica. Viaggio tra i beni confiscati alla mafia”, progetto che documenta l’esperienza dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, e prenderà parte alle tappe di Reggio Calabria e Cutro (KR).

Di seguito il programma della permanenza campana:

Prima tappa, domenica 14 giugno 2015 – Caserta
Caserta, ieri terra di lavoro, oggi alla ribalta nazionale per le forti infiltrazioni della criminalità addirittura nella gestione degli appalti nella sanità. La chiesa del Buon Pastore come luogo di aggregazione, solidarietà e partecipazione, simbolo della voglia di rinascita dell’intera comunità casertana. 
Ore 19.00 Chiesa Del Buon Pastore, Piazza Pitesti

Seconda tappa, lunedì 15 giugno 2015 – Ponticelli, San Giovanni e Casoria (Napoli)
Periferie al centro dell’attenzione: la Carovana insieme alle associazioni e alle parrocchie del territorio per combattere il degrado e la marginalità sociale attraverso la costruzione di relazioni tra le persone e le reti comunitarie.
Ore 10.00 Arrivo al mercato rionale di Ponticelli, Viale Califano
Ore 10.30 Pulizia dell’area intorno alla Villa Fili De Filippo, Via Malibran (Ponticelli)
Ore 11.30 Ponticelli, Arci Movie, incontro con i ragazzi del quartiere
Ore 14.30 Parco K2, via Calvanese, Casoria, struttura che accoglie giovani migranti
Ore 17.00 Incontro con l’ass. Figli in Famiglia, via Ferrante Imparato 111, S. Giovanni
Ore 18.00 Parco De Filippo (Ponticelli), musica e giochi con i giovani del quartiere

Terza tappa, martedì 16 giugno 2015 – Quindici e Vallo di Lauro (Avellino)
La Carovana arriva nelle periferie per valorizzare le buone pratiche, il lavoro e il recupero dei beni sequestrati e confiscati, strumenti essenziali per il contrasto alle mafie e il rilancio dei nosri territori.
Ore 10.00 Quindici e comuni del Vallo di Lauro
Tour del Vallo di Lauro per incontrare i sindaci, la cittadinanza e le associazioni del territorio
Ore 15.00 Ritorno a Quindici e incontro con la cooperativa Oasi Project che gestisce un bene confiscato in cui nascerà un maglificio

Dopo la tappa campana la carovana proseguirà il suo viaggio per tutto il mese di giugno, attraversando Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Toscana, per concludere la prima parte a Bruxelles il 30 giugno e ripartire di nuovo a settembre. Nei mesi di settembre e ottobre sarà nel resto d’Italia e poi in Belgio, Spagna, Malta, Romania, Germania, Francia. Saranno coinvolti nelle varie tappe magistrati, sindaci, operatori sociali, cittadine e cittadini.

Fermiamo la strage subito! Manifestazione nazionale sabato 20 giugno 2015 – Roma

manifesto - 20 giugno con appuntamento

L’Arci Campania ed i comitati provinciali aderiscono allamanifestazione nazionale contro le scelte politiche e le leggi dei governi europei che stanno trasformando il mediterraneo in un cimitero a cielo aperto.

Siamo e saremo sempre al fianco chi rischia la propria vita per scappare da situazioni di guerra e povertà. Siamo e saremo sempre pronti ad accogliere e proteggere la vita delle persone e non le frontiere.

Dalle varie provincie campane i comitati Arci stanno organizzando autobus che porteranno volontari, rifugiati e cittadini a Roma.

 

Chiunque voglia ricevere informazioni per partecipare alla mobilitazione può contattare il comitato provinciale Arci più vicino.

Arci Napoli – (in programma la partenza di 2 autobus)
Via Abate Minichini, 39 – Napoli
email: info@arcinapoli.it
web: www.arcinapoli.it

Arci Caserta – (in programma la partenza 1 autobus)
Via dei Bersaglieri, 32/b – Caserta
email: caserta@arci.it
web: www.arcicaserta.org

Arci Salerno – (in programma la partenza 1 autobus)
Via Porta Catena, 62
arcisalerno@tiscali.it
Facebook: ArciSalerno

Di seguito riportiamo l’appello della manifestazione. Per aderire basta inviare una email a: stopmassacres2015@gmail.com

FERMIAMO LA STRAGE SUBITO!
L’Europa nasce o muore nel Mediterraneo 

Pace, sicurezza, benessere sociale ed economico si raggiungono solamente se si rispettano l’universalità dei diritti umani di ogni donna e di ogni uomo.

La regione del Mediterraneo è una polveriera ed il mare è oramai un cimitero a cielo aperto. Dall’inizio del 2015 nel mediterraneo sono morte più di 1700 persone. L’Europa, per storia, per cultura, per geografia, per il commercio, è parte integrante di questa regione ma sembra averne perso memoria.
Il dramma di profughi e migranti, il loro abbandono in mano alle organizzazioni criminali, il dibattito su come, dove e chi colpire per impedire l’arrivo di uomini e donne che cercano rifugio o una vita dignitosa in Europa, non è altro che l’ultimo atto che testimonia l’assenza di visione politica da parte dei governi dell’UE.
Questa drammatica situazione ha responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi europei che non consentono nessuna via d’accesso sicura e legale nel territorio dell’UE e costruiscono di fatto quelle barriere che provocano migliaia di morti nel Mediterraneo, nel Sahara, nei paesi di transito, nella sacca senza uscita che si è creata in Libia. Scelte coscienti e volute che configurano un crimine contro l’umanità.

La risposta dell’UE, confermata nell’Agenda Europea sull’immigrazione, ripropone soluzioni che hanno già dimostrato di essere miopi e di produrre effetti opposti agli obiettivi dichiarati.
Aumentare le risorse per avere più controlli e più mezzi per pattugliare le frontiere, anziché salvare vite umane, è sbagliato e non fermerà le persone che vogliono partire per l’Europa.
I conflitti irrisolti e le guerre hanno prodotto ad oggi, oltre 4 milioni di profughi palestinesi, circa 200.000 saharawi accampati nel deserto algerino, 9 milioni di siriani tra sfollati e profughi, 2 milioni di iracheni sfollati. Il flusso di uomini e donne dall’Afghanistan e dall’inferno della Libia, le persone in fuga dalla Somalia, dall’Eritrea, dal Sudan e da altri paesi africani, da anni è continuo.
Dietro le storie di queste persone oltre a povertà, malattie, dittature e guerre, ci sono  interessi politici ed economici internazionali.
Guerre, povertà, saccheggio delle risorse naturali, sfruttamento economico e commerciale, dittature, sono le cause all’origine delle migrazioni contemporanee. Essere liberi di muoversi, migrare, deve essere una conquista dell’umanità non una costrizione.
L’Europa deve costruire una risposta di pace, di convivenza, di democrazia, di benessere sociale ed economico, ispirandosi al principio di solidarietà e abbandonando le politiche securitarie, dell’austerità, degli accordi commerciali neolibertisti., di  privatizzazione dei beni comuni. L’Europa deve investire sul lavoro dignitoso, sulla giustizia sociale, sulla democrazia e sulla sovranità dei popoli.

L’Europa siamo noi. Noi dobbiamo fare l’Europa sociale solidale.
Le nostre dieci priorità per uscire dall’emergenza e costruire l’Europa del futuro sono:
1.  La UE attivi subito un programma di ricerca e salvataggio  in tutta l’area del Mediterraneo.
2. Si ritiri immediatamente ogni ipotesi di intervento armato contro i barconi che, oltre a non avere alcuna legittimità, come ribadito dal Segretario dell’ONU Ban Ki-Moon, rischia di produrre solo altri morti e alimentare ulteriori conflitti. Si rinunci all’ennesimo strumento di una più ampia strategia di esternalizzazione delle frontiere  europee.
3. Si aprano subito canali umanitari e vie d’accesso legali al territorio europeo, unico modo realistico per evitare i viaggi della morte e combattere gli scafisti. Si attivi contestualmente la Direttiva 55/2001, garantendo così uno strumento europeo di protezione che consenta la gestione dei flussi straordinari e la circolazione dei profughi nell’UE.
4. Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta ai profughi di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente, con un fondo europeo ad hoc, l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Ciò nella prospettiva di arrivare presto ad un sistema europeo unico d’asilo e accoglienza condiviso da tutti i Paesi membri.
5. In attesa di un sistema unico europeo, si metta in campo, in tutti i Paesi membri, un sistema stabile d’accoglienza, unitario e diffuso, per piccoli gruppi, chiudendo definitivamente la stagione dell’emergenza permanente e dei grandi centri, che ha prodotto e produce corruzione e malaffare. Un sistema pubblico che metta al centro la dignità delle persone, con il coinvolgimento dei territori, dei comuni, con soggetti competenti, procedure trasparenti e controlli indipendenti.
6. Si intervenga nelle tante aree di crisi per trovare soluzioni di pace, senza alimentare ulteriori guerre, o sostenere nuovi e vecchi dittatori, promuovendo concretamente i processi di composizione dei conflitti e le transizioni democratiche, la difesa civile e non armata, le azioni nonviolente, i corpi civili di pace, il dialogo tra le diverse comunità.
7. Si sospendano accordi – come i processi di Rabat e di Khartoum – con governi che non rispettano i diritti umani e le libertà, bloccando subito le forniture di armamenti.
8. Si  programmino interventi di Cooperazione per lo sviluppo locale sostenibile nelle zone più povere, dove lo spopolamento e la migrazione sono endemici e non si consenta alle multinazionali di usare per interessi privati i programmi europei di aiuto allo sviluppo.
9. Si sostenga un grande piano di investimenti pubblici per l’economia di pace, per il lavoro dignitoso e per la  riconversione ecologica.
10. Si sostenga la rinegoziazione dei dei debiti pubblici ed annullamento dei debiti pubblici non esigibili o prodotti da accordi e gestioni clientelari o di corruzione.

Salvare vite umane, proteggere le persone, non i confini!
Le organizzazioni firmatarie di questo appello invitano a partecipare alla giornata di mobilitazione internazionale il prossimo 20 giugno 2015 a Roma

Adesioni al 20 maggio 2015
ACLI, ACT – Agire, Costruire, Trasformare, ACTION, AMM – Archivio delle Memorie Migranti, ANPI, ANSI, Antigone, ARCI, ASGI, Associazione culturale Gianfrancesco Serio, Associazione Di Vivi, Associazione per i Diritti Umani, Associazione nazionale Per la Pace, Associazione per la Pace nel Centopievese,  Associazione Sant’Angelo Solidale Onlus, ATTAC Italia, Auser, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CGIL, CIAC, CILD, CIPSI, CIR, Cittadinanzattiva, Comitato no-tem, Coordinamento Nord Sud del Mondo, CNCA, Coop Soc Progetto Con-Tatto, Coordinamento Universitario, COSPE, Costruire, CRIC, Dieci e Venticinque, Dimensioni Diverse, European Alternatives, FIOM-CGIL, FOCSIV, Fondazione Serughetti Centro Studi La Porta, Fratelli dell’Uomo, Gas del Parco di Milano, Gruppo Abele, Gruppo Consiliare del Comune di Milano Sinistra per Pisapia, GUS, La Rete scuole senza permesso di Milano, LasciateCIEntrare, LEGAMBIENTE, LIBERA, LUNARIA, NAGA, NIGRIZIA, Noi siamo Chiesa, Per me Modena (gruppo consiliare Comune di Modena, PRIME Italia, Progetto Diritti, Progetto Diritti di Roma, Rete della Conoscenza, Rete della Pace, Rete degli Studenti Medi, Rete Primo Marzo, Rete Progetto Diritti Milano, Rete Scuole Senza Permesso di Milano, Sbilanciamoci, SEI-UGL, SOS Razzismo, Senza Confine, Trasformare, Unione degli Studenti, UDU-Unione degli Universitari, UIL, ULAIA ArteSud, USI, Verità e Giustizia per i nuovi Desaparecidos,…..

Aderiscono inoltre:
Alex Zanotelli, Savino Pezzotta, Assunta Signorelli, Carla Ermoli, Enrico Peyretti, Francesco Mortelli, Leo Piacentini, Luigi Ciotti, Maso Notarianni, Renata Moretti, Savino Pezzotta, Sergio Maestroni (Sindaco di Pregnana Milanese)…..

Direttivo straordinario dell’Arci Salerno presso il Circolo Bandiera Bianca

Il Direttivo dell’Arci di Salerno si è riunito in sessione straordinaria domenica 7 giugno a Contursi Terme presso la sede sociale del Circolo Bandiera Bianca.

E’ stato un incontro aperto ai soci ed alla cittadinanza per ribadire il sostegno ai compagni del circolo e cercare di fare chiarezza sulla vicenda evidenziando l’enormità delle sanzioni imposte e le gravi violazioni del diritto di associazione scaturite dagli atti emanati dall’amministrazione comunale.

Il direttivo si è svolto alla presenza dell’Assessore alle Politiche Giovanili, al Turismo e Spettacolo  Antonio Briscione che, ribadendo il sostegno ed il plauso a nome dell’amministrazione Comunale per le attività socio-culturali svolte dall’Ass. Bandiera Bianca, si è mostrato disponibile a effettuare con gli uffici competenti la verifica sulla correttezza degli atti emanati ed in particolare dell’ordinanza che impone una autorizzazione preventiva allo svolgimento delle attività culturali nel circolo.

Il direttivo dell’Arci di Salerno, su proposta del Presidente, ha inoltre deliberato un contributo economico per aiutare il circolo ad affrontare le spese legali che da tale vicenda sono scaturite ed assunto l’impegno di proseguire con forza nell’azione di tutela e sostegno al circolo.

Il presidente dell’Arci di Salerno nel ringraziare tutti i presenti ha aggiornato l’incontro in attesa di conoscere gli esiti dei ricorsi presentati e delle verifiche interne dell’amministrazione comunale, invitando tutti a non lasciare soli ragazzi di Bandiera Bianca poiché la loro capacità di promuovere cultura, partecipazione e solidarietà è un bene comune per l’intera collettività locale.

Altri articoli sull’argomento:
Appello per la raccolta fondi in favore del Circolo Bandiera Bianca di Contursi Terme (SA). (27/05/2015);
“Due decibel e una Bandiera”. Il sostegno del Presidente di Arci Salerno al circolo Bandiera Bianca (27/05/2015);

Gallery fotografica

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Appello per la raccolta fondi in favore del Circolo Bandiera Bianca di Contursi Terme (SA)

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Il 28 febbraio 2015, tra le ore 22.30 e le ore 23.45, l’Arpac effettua dei rilievi fonometrici durante il concerto acustico di Fabrizio Coppola al circolo Arci Bandiera Bianca di Contursi Terme.

I valori rilevati dall’Arpac superano di 2 decibel il valore limite differenziale notturno.

All’associazione bandiera bianca viene elevata una sanzione amministrativa di 1.032,92 euro, in più, l’associazione è obbligata a produrre due perizie fonometriche di parte, senza le quali non potrà più essere autorizzata a organizzare concerti al circolo. 2 decibel sono un soffio, un fruscio, un nonnulla.

Tuttavia, tra multa, perizie e l’acquisto di un limitatore acustico, quel nonnulla causa all’associazione un esborso di 2.647 euro.

Il circolo Arci Bandiera Bianca di Contursi è un luogo di scambio, di cultura e di socialità, bandiera bianca è un’associazione di promozione sociale, una piccola impresa culturale e sociale che non persegue fini di lucro, la situazione economica dell’associazione, già traballante prima del provvedimento amministrativo, non permette di far fronte a questo esborso.
Tanti amici, soci e sostenitori hanno manifestato negli ultimi giorni la volontà di sostenere questa piccola impresa in un momento di grande difficoltà.

Per sostenere il Circolo Arci Bandiera Bianca puoi donare un contributo tramite:
– Ricarica postpay n. 5333 1710 0953 8626
– Bonifico su poste italiane IBAN: IT61C0760105138224734624736
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Ascolta l’intervista radiofonica del Presidente Angelo Carriello del circolo Bandiera Bianca a radio MPA sulla vicenda.

Circolo Bandiera Bianca
Piazza San Vito, 3
84024 – Contursi Terme (SA)
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Leggi l’appello del Presidente dell’Arci di Salerno per circolo “Bandiera Bianca”

“Due decibel e una Bandiera”. Il sostegno del Presidente di Arci Salerno al circolo Bandiera Bianca

logo arci

L’insegna, in fondo alla piazzetta di San Vito, dice “Circolo ARCI Bandiera Bianca” e, mai come in questi giorni, un nome come quello dello spazio di Contursi Terme – che da qualche anno promuove iniziative, cinema, dibattiti, doposcuola per i bambini, corsi di musica, lezioni di italiano per gli immigrati – suona beffardo e inopportuno. Mai come adesso, quel nome significa tutt’altro che una resa.
E quella Bandiera diventa il simbolo di chi ha a cuore la promozione culturale, l’associazionismo “vero”, l’impegno per rendere i posti in cui viviamo più civili, più aperti, migliori. Una bandiera da sventolare forte, perché in gioco c’è il tentativo di arginare la desertificazione culturale che prende piede, ogni giorno di più.
Per aprire il loro Circolo e provare a promuovere cultura e partecipazione nella cittadina dove sono nati e cresciuti, i ragazzi del Bandiera Bianca si sono autotassati ed hanno affrontato un lungo viatico, tutto in salita, lungo le strade impervie della burocrazia, con l’intento preciso di stare nelle regole e rispettare fino all’ultima norma. Alla fine il loro sogno è diventato realtà, una realtà per trenta posti a sedere o giù di lì, con i ragazzi che quando c’è qualcuno in più salgono a casa a prendere le sedie di rinforzo. E la gente del posto che arriva per vedere un film, partecipare ad una discussione, ascoltare un po’ di musica. Musica rigorosamente acustica, quella che si può suonare in uno spazio di pochi metri quadrati come il Circolo, rigorosamente non oltre le 24.
Musica come quella del cantautore milanese, voce e chitarra, che la sera del 28 febbraio è di scena al Bandiera Bianca. Ma quella voce e quella chitarra superano di 2 Decibel la soglia consentita di “rumore” a quell’ora, secondo un rilievo fonometrico dell’ARPAC, l’agenzia regionale che ha il compito di vigilare sull’inquinamento acustico e che arriva proprio quella sera nel Circolo, cogliendo i nostri amici del Bandiera Bianca sul fatto. La voce e la chitarra inquinano acusticamente, ebbene sì, e al Bandiera Bianca viene inflitta una sanzione amministrativa, il doppio della minima prevista, per un totale di 1.032 Euro.
Il Comune decide, inoltre, che il Circolo deve dotarsi di un arnese chiamato limitatore acustico ed eseguire delle perizie fonometriche (!). In totale tutta la faccenda costa circa 3000 Euro, una vera e propria batosta per il Circolo che sopravvive con le quote di iscrizione dei soci e qualche piccola donazione. In più, il Sindaco di Contursi Terme stabilisce che d’ora in poi ogni attività musicale all’interno del Bandiera Bianca deve essere preventivamente autorizzata dal Comune. E così, per i ragazzi del Bandiera Bianca, c’è una nuova salita da affrontare. Concerti annullati, programmazione compromessa, soldi da trovare: la stessa vita del Circolo a rischio.
Aldilà delle norme (ne è saltata fuori una in più, non prevista!), aldilà delle valutazioni sull’impatto acustico di una voce e una chitarra, sul concetto di “rumore”, sul trattare un circolo culturale alla stregua di una discoteca, aldilà delle perplessità sulle procedure amministrative e sulle ordinanze che impongono rigide limitazioni ad uno spazio privato come quello del Circolo, qui c’è in ballo la possibilità di tenere uno spazio aperto e continuare a promuovere cultura. Di fare associazionismo vero, quello che garantisce la partecipazione, mette insieme le persone e promuove socialità, al tempo dei social network e delle chat. Continuare a dare degli stimoli culturali ai tanti che arrivano da tutti i paesi vicini e non solo. 242 soci, giovani e non. E’ evidente che non è una questione di impatto acustico. Ma dell’impatto di decisioni come quelle del Sindaco di Contursi Terme su una realtà così fragile e al tempo stesso così importante come quella del Circolo ARCI locale. Dell’impatto sociale e culturale di un’esperienza come questa.
Non ci resta che fare appello al buon senso e alla volontà politica – come si diceva una volta – che può intervenire rispetto alla rigidità delle norme. E invitare tutti a partecipare con una donazione alla raccolta fondi promossa dal Bandiera Bianca per reggere l’urto economico della faccenda. Quel famigerato paio di decibel – l’equivalente dei passi a piedi scalzi di un bambino – non può, non deve interrompere questa storia.

Francesco Arcidiacono
Presidente ARCI Salerno

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