Appello #primalepersone

A Napoli come a Milano, al Sud come al Nord, in Italia e in Europa Ci siamo anche noi! #PRIMAlePERSONE

La Costituzione Italiana dice che siamo tutte e tutti uguali. Vengono prima le persone.

E’ tempo di riaffermare che le differenze legate al genere, all’etnia, alla condizione sociale, alla religione, all’orientamento sessuale, alla nazione di provenienza sono una ricchezza da valorizzare e non un motivo per discriminare e negare soggettività. L’Italia e l’Europa hanno bisogno di meno disuguaglianze e più coesione sociale, di incontro tra le differenze, di difesa dei diritti delle persone, oltre i muri e le chiusure.

Chiamiamo tutte e tutti alla mobilitazione permanente contro la deriva culturale, sociale ed etica che usa paura e risentimento per minacciare come mai prima i principi fondanti della nostra Repubblica e che ripropone istanze fasciste, razziste, sessiste e omofobe. E’ tempo di riempire tutti insieme le strade di Napoli, in una grande, colorata, pacifica e determinata marcia il giorno 4 di maggio.

Per questo motivo ti invitiamo a supportare quest’iniziativa (a cui hanno aderito in pochi giorni già più di 1.000 persone!) inviando semplicemente la tua adesione insieme al tuo nome e cognome a primapersone.2019@gmail.com e a intervenire DOMENICA 7 APRILE al cinema Modernissimo (dalle 10.00 alle 13.00) per il lancio pubblico della Marcia #PRIMAlePERSONE Passiamo parola!

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Art.3 della Costituzione Italiana

Giovanni Alucci, Massimo Anselmo, Marcello Anselmo, Mirella Barracco, Maurizio Braucci, Renato Briganti, Adriana Buffardi, Pasquale Calemme, Gennaro Carillo, Francesco Ceci, Iain Chambers, Anna Cigliano, Domenico Ciruzzi, Francesca Coleti, Stefano Consiglio, Lidia Curti, Sergio D’Angelo, Elena de Filippo, Antonella Di Nocera, Salvatore Esposito, Diomede Falconio, Emma Ferulano, Roberto Giannì, Alfredo Guardiano, Chiara Giannino, Marianna Giordano, Gabriella Gribaudi, Francesco La Monica, Giovanni Laino, Paolo Macry, Gennaro Matino, Francesca Mauro, Cesare Moreno, Enrica Morlicchio, Andrea Morniroli, Dorothea Mueller, Renato Natale, Lea Nocera, Raffaella Palladino, Marinella Pomarici, Ulderico Pomarici, Andrea Punzo, Jamal Qaddorah, Marco Rossi-Doria, Patrizio Rispo, Isaia Sales, Antonello Sannino, Luciano Stella, Massimiliano Virgilio, Alex Zanotelli

Il tuo 5×1000 controcorrente – Arci e Mediterranea

L’Arci ha deciso di destinare la raccolta del 5×1000 di quest’anno a Mediterranea, un progetto che racconta e denuncia la disumanità che deriva dalla criminalizzazione delle ong e dalla politica di chiusura dei porti.

Mediterranea è un progetto voluto da tante organizzazioni di natura eterogenea e da singole persone, aperta a tutte le voci che da mondi differenti, laici e religiosi, sociali e culturali, sindacali e politici, sentono il bisogno di condividere gli stessi obiettivi di questo progetto, volto a ridare speranza, a ricostruire umanità, a difendere il diritto e i diritti.

La campagna ha come slogan Il tuo 5 x1000 controcorrente perché il progetto di Mediterranea è un’azione di disobbedienza morale ma di obbedienza civile. Infatti, disobbedisce al discorso pubblico nazionalista e xenofobo e al divieto, di fatto, di testimoniare quello che succede nel Mediterraneo; obbedisce, invece, alle norme costituzionali e internazionali, da quelle del mare al diritto dei diritti umani, comprese l’obbligatorietà del salvataggio di chi si trova in condizioni di pericolo e la sua conduzione in un porto sicuro se si dovessero verificare le condizioni.

La campagna si svilupperà verso l’interno e verso l’opinione pubblica e sarà portata avanti da tutte le sigle associative e singoli che supportano Mediterranea.

Ci piacerebbe se quest’anno quella del 5×1000 fosse una campagna non solo di raccolta fondi, ma anche di rilancio di un protagonismo della nostra associazione e di diffusione di un messaggio importante.

Ci auguriamo che quello sul 5×1000 sia un lavoro corale, unitario, diffuso a sostegno di un progetto importante e concreto che dà a tutti e tutte noi la possibilità di restare autenticamente umani e di comunicare in modo forte la nostra identità.

Qui tutti i materiali grafici realizzati dall’Arci per la campagna di comunicazione.

10° edizione di Periferia dell’impero Film Festival

“Periferia dell’impero film festival” è un concorso internazionale per cortometraggi giunto alla decima
edizione organizzato dal circolo Arci Matidia (aderente UCCA) di Sessa Aurunca con il patrocinio del
Comune di Sessa Aurunca (CE) e con il contributo della chiesa Valdese , il cui fine è quello di valorizzare l’opera cinematografica breve realizzata da autori indipendenti, amatoriali, emergenti e professionisti.

Possono partecipare al concorso opere di finzione di qualsiasi genere, realizzate da autori di qualsiasi
nazionalità, preferibilmente in lingua italiana o in caso contrario sottotitolate in italiano. Non saranno
ammesse al concorso le opere che hanno partecipato alle precedenti edizioni e di produzione antecedente l’anno 2015. Ogni autore può partecipare al concorso con una sola opera.

Al concorso potranno partecipare i corti con durata massima di 20 min. esclusi i titoli di testa e di coda, di qualsiasi genere (esclusi documentari, animazioni e videoclip musicali), a tema libero. La direzione del festival si riserva la facoltà di selezionare opere che sforano di poco il limite massimo consentito qualora vengano ritenute altamente valide.

Per partecipare al concorso occorre collegarsi al sito del festival www.periferiadellimpero.it ,prendere
visione del bando, compilare la domanda di partecipazione e versare una piccola tassa di iscrizione (5 euro), per i gli esperti del settore il tutto si può svolgere sul portale MOVIBETA. La scadenza per la presentazione dei corti è fissata per il 20 maggio 2019.

Una giuria di esperti visionerà le opere pervenute e selezionerà quelle ammesse alle serate finali.
Durante la manifestazione finale le opere selezionate saranno proiettate al pubblico e alla stampa, una
nuova giuria di esperti (anche essa resa nota sul sito dell’ associazione), assegnerà il premio alla miglior
opera e al miglior corto realizzato da un autore emergente (di età inferiore ai 30 anni oppure senza limite di età, alla prima opera prodotta. Il pubblico presente a tutte le serate sarà fornito di un modello cartaceo con l’ elenco di tutti i corti finalisti e potrà votare l’ opera ritenuta migliore, il corto che avrà ottenuto il maggior numero di voti avrà assegnato il premio del pubblico.

Premi in palio:
( i premi sono cumulativi cioè ad un corto potrebbe essere assegnato più di un premio):
1. Premio “Miglior corto edizione 2019”, euro 1000,00 (mille euro) + statuetta del festival
personalizzata .
2. “Premio autore emergente o opera prima edizione 2019”, euro 500,00 (cinquecento euro) +
statuetta del festival personalizzata.
3. “Premio del pubblico edizione 2019”, euro 500,00 (cinquecento euro) + statuetta del festival
personalizzata.
Inoltre saranno premiati con la statuetta del festival il miglior attore e la migliore attrice protagonista
dell’ edizione 2019.

Tutte le informazioni, il bando completo e la domanda di partecipazione su
www.periferiadellimpero.it

Al via lo spettacolo “La Rondine” (La canzone di Marta) – Sconti soci Arci

Dal 12 al 17 marzo, al Teatro Bellini di Napoli, si terrà lo spettacolo teatrale “La Rondine (La canzone di Marta). Il Teatro Bellini riserva ai soci Arci il prezzo speciale di 10 euro (per le recite del martedi, mercoledi e giovedi)

La rondine (La canzone di Marta) è il primo allestimento italiano del testo di Guillem Clua, autore catalano tra i più interessanti della scena internazionale. La pièce prende spunto dall’attentato avvenuto nel 2016 ad Orlando, in Florida, e in scena ci sono Marta, la maestra di canto, e Matteo, l’allievo. Durante una lezione, i due protagonisti svelano il loro passato riflettendo sulle loro identità e sulla fragilità dell’amore, al punto da unirsi in un solo canto alla vita. «Questa storia – spiega il regista Francesco Randazzo – ci dice quanto sia importante l’accettazione dell’altro nella sua verità, e che questa è l’essenza pura dell’amore. In questi tempi che vedono, accanto a progressi sempre più diffusi di riconoscimento di diritti civili finalmente raggiunti, rigurgiti di oscurantismo e violente negazioni, è molto importante mettere in scena storie come quella raccontata da Clua e, attraverso le emozioni, trovare le ragioni per renderci migliori».

Gli interessati possono rivolgersi al botteghino: botteghino@teatrobellini.it, tel 0815499688

Teatro Bellini di Napoli

Via Conte di Ruvo, 14
80135 – Napoli (NA)

Orari Botteghino

Lunedì – Sabato 10.30 – 13.30 – 16.00 – 19.00

Domenica 10.30 – 13.00

Il botteghino sarà aperto tutti i giorni un’ora prima dello spettacolo

Il Sud Conta: Fermiamo il Regionalismo differenziato!

Il 15 febbraio è prevista la firma dell’accordo sul Regionalismo Differenziato tra il Governo e le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.
La mancata definizione degli stessi Livelli Essenziali di Prestazioni (LEP) introdotti dall’articolo 117 della Riforma Costituzionale per garantire, almeno in teoria, la coesione sociale, le pari opportunità dei cittadini e la solidarietà tra i diversi territori del paese e la loro sostituzione con “standard territoriali differenziati” rappresenta non un percorso verso la valorizzazione delle autonomie ma un’Istituzionalizzazione delle disuguaglianze e delle discriminazioni in particolare nei confronti dei cittadini delle regioni meridionali.

Un dispositivo di cui abbiamo visto larghe anticipazioni in questi anni con la progressiva sottrazione di risorse al Meridione, con la violazione della stessa legge 18/2017 che prescrive trasferimenti di spesa pubblica proporzionali alla popolazione di riferimento e con la cancellazione di oltre la metà delle risorse dovute dal fondo di riequilibrio dei Comuni.

C’è preoccupazione tra i cittadini meridionali, e non solo, per la sottoscrizione di questo accordo di cui non si conosce ancora il contenuto. L’iter voluto dal precedente Governo e per ora confermato da quello attuale, prevede la possibilità che venga votato integralmente e senza emendamenti dal Parlamento e una volta approvato potrebbe essere ritirato solo col consenso delle Regioni che l’hanno sottoscritto.
Si configura così una lesione duratura alle relazioni democratiche e al futuro di intere comunità di donne e di uomini, in aperto contrasto con gli articoli secondo e terzo della Carta Costituzionale che affermano il fondamentale compito di riconoscere l’uguaglianza dei diritti per tutte e tutti e la rimozione degli ostacoli che si frappongono al pieno sviluppo della persona umana.
Nel già complesso sistema paese italiano, contraddistinto da profonde disuguaglianze sociali e territoriali, si rischia di andare definitivamente nella direzione di un modello di cittadinanza differenziata tra diverse aree del Paese.
Si affermerebbe il principio non delle autonomie ma delle piccole patrie e del razzismo che è frutto di un decadimento della cultura democratica e di una banalizzazione ideologica e interessata della storia d’Italia, del suo controverso processo post-unitario, delle eredità di un modello di sviluppo asimmetrico, dell’essere stato l’unico paese d’Europa la cui crescita si è costruita anche sulla migrazione interna di milioni di lavoratori.

Per questo facciamo appello:

• al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
• al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
• alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e
al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico
• a tutti i Deputati e i Senatori a partire da quanti sono stati eletti a rappresentare le circoscrizioni meridionali

Per bloccare la ratifica dell’accordo attualmente prevista per il 15 febbraio 2019, attuare la definizione dei LEP e tutti gli strumenti di garanzia dalla discriminazione sociale e territoriale e permettere un reale confronto democratico in tutto il paese a partire dalla presa visione del contenuto del suddetto accordo da parte dell’opinione pubblica.

FIRMA ANCHE TU

Arci Rifuoglio: il primo circolo Arci di Avellino

Ieri, 13 febbraio, si è inaugurato il primo circolo Arci di Avellino, “Arci Rifuoglio” uno posto piccolo – 30mq – che si riempirà di idee e attività.

Il circolo prenderà forma in una periferia cosiddetta difficile del capoluogo campano, il quartiere più popolato – San Tommaso – quello in cui è fondamentale attivare risorse e politiche integrate per intervenire sul disagio sociale.

Le attività che si organizzeranno sono: dal gioco-studio per i bambini, al teatro per gli anziani, passando per i corsi di ceramica e sartoria, le mostre, le letture ad alta voce, le presentazioni di libri e film, la musica fatta e ascoltata. L’intenzione è quella di mettere un argine alle povertà educative e culturali, condividendo il tempo e lo spazio.

Per poter contribuire è ancora attiva la raccolta fondi online, puoi contribuire qui. 

Benevento contro il Decreto Salvini #apriteiporti

Riportiamo l’iniziativa che si terrà domani a Benevento e l’appello al quale ha aderito il provinciale Arci Benevento.

APPELLO ALLA SOCIETA’ CIVILE
La società civile della Provincia di Benevento riunitasi spontaneamente nel coordinamento Sannio Antirazzista si autoconvoca in un presidio innanzi alla Prefettura di Benevento per il giorno 9 gennaio 2019 ore 18.30 per manifestare apertamente il pieno dissenso alle politiche disumane dell’attuale Governo Italiano.

Manifestiamo contro i porti chiusi.
In un’Italia assillata dal problema dello spopolamento delle sue aree rurali, dall’emigrazione dei suoi giovani e dall’invecchiamento della sua popolazione, la chiusura dei porti rappresenta un gesto di cinismo ideologico a cui non vogliamo sottostare in silenzio. Il sistema dell’accoglienza diffusa in Italia rappresentava un’eccellenza in Europa ed essere accoglienti è per noi un valore mediterraneo che ci rende leader nel mondo e non succubi di potentati economici e finanziari. I 49 naufraghi ospiti della See Watch possono e devono subito sbarcare in Italia ed essere accolti nei tanti posti liberi degli SPRAR esistenti.

Manifestiamo contro l’Europa dei muri. La Comunità Europea nasce per l’ardente desiderio di pace e di riconciliazione dei suoi padri fondatori. Non è possibile oggi garantire la pace in un mondo dove aumentano le disuguaglianze tra ricchi e poveri, la pace non si difende con i muri e con le armi, ma con l’intelligenza politica ed il dialogo, con l’impegno per l’uguaglianza nella distribuzione delle risorse e per lo sviluppo e l’emancipazione di tutti i popoli. I porti chiusi e l’Europa dei muri e dell’indifferenza costituiscono un grande tradimento all’Europa e ai suoi valori fondativi.

Manifestiamo Contro la Legge 113/2018. Il cosiddetto Decreto Sicurezza rappresenta la deriva disumana e la miopia politica del governo attuale, scaricando l’abbandono di decine di migliaia di migranti sulle spalle già fragili del welfare municipale e non garantendo pari trattamento ai residenti di uno stesso comune, creando una nuova segregazione razziale a cui non pensavamo di dover nuovamente assistere dopo la rovinosa e drammatica cacciata del fascismo dalla nostra patria.

Manifestiamo per esprimere il nostro dissenso a questo decreto.

Manifestiamo per difendere la Costituzione Italiana ed i suoi principi di inclusione, solidarietà e uguaglianza dall’attacco perpetrato da questa legge.

Chiunque ha a cuore le sorti della sua umanità, dell’umanità dei suoi figli e dell’umanità del nostro paese venga al presidio a dichiarare la sua posizione in questa Storia.

Inviateci la vostra adesione come organizzazione o come singoli amministratori.
Le adesioni sono in continuo aggiornamento.

Sannio Antirazzista

Consorzio il Sale della Terra
Caritas Diocesana di Benevento
Azione Cattolica Diocesana
Acli Benevento
Giuristi Democratici – sez. di Benevento
Lidu Benevento
Coordinamento di Libera Benevento
L@p Asilo 31
Confederazione Generale Italiana del Lavoro – Cgil – Benevento
Anpi Benevento
Arci Benevento
Angsa Campania
Uisp Benevento
Associazione La Rete Sociale
Associazione Culturale l’Agorà – Dugenta
Comitato Sannita Acqua Bene Comune
Federazione Provinciale dell’Unione Sindacale di Base
Asia – Usb
Collettivo Studentesco Clandestinamente
DemA Benevento (Democrazia e Autonomia)
Movimento Articolo Uno
Più Europa Sannio

Amministratori:

Giuseppe Addabbo – sindaco di Molinara
Delia Delli Carri – consigliere comunale Benevento
Dario Belfiore – consigliere comunale Foglianise
Claudio Ferrucci – consigliere comunale Amorosi
Stefania Pepicelli – consigliere comunale Ceppaloni
Elio Graziano Fiorillo – consigliere comunale Ceppaloni
Angelina Caliendo – consigliere comunale Ceppaloni
Emilio Imbriani – consigliere comunale Ceppaloni

Questione migranti, pressing sul sindaco di Salerno Vincenzo Napoli

In tutta Italia aumentano i sindaci, le organizzazioni e i liberi cittadini che si oppongono apertamente al DDL Salvini sulla sicurezza. Anche in Campania l’Arci mette pressione ai primi cittadini che non si sono ancora schierati in questa battaglia di civiltà e umanità. A Salerno, domani, sarà protocollata una richiesta in Comune, auspichiamo che accada in ogni città per ribadire la nostra contrarietà nell’osservare norme palesemente discriminatorie, contrarie ai principi costituzionali, irrispettose dei diritti umani e che creano caos nelle città e nei territori.

L’Arci scrive al presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro

Il testo dell’appello

L’ARCI di Salerno esprime il pieno, incondizionato sostegno ai sindaci Orlando e De Magistris e a tutti i sindaci democratici che hanno dichiarato in questi giorni la propria indisponibilità ad osservare le norme contenute nel cosiddetto decreto “sicurezza” , che calpestano i diritti civili e la Costituzione italiana.

In particolare,  con una lettera che sarà protocollata lunedì prossimo, la nostra organizzazione chiederà al Sindaco Vincenzo Napoli di schierarsi apertamente contro una legge che viola i valori fondamentali del nostro ordinamento,  rifiutandosi di osservare le norme in essa contenute che riguardano aspetti di specifica competenza dei Comuni.

 Chiediamo al Sindaco di continuare a consentire ai richiedenti asilo politico e ai migranti  titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari l’iscrizione anagrafica nelle liste del Comune di Salerno ed il rilascio della carta di identità.

Crediamo che sia urgente una presa di posizione forte contro chi continua a mostrare i muscoli e  sacrifica in nome del consenso dei bambini ammalati, lasciandoli in mezzo al mare.

La residenza anagrafica e la carta di identità non sono state mai concesse, nel nostro Paese, ai clandestini.  Da sempre, il migrante che  richiede l’iscrizione all’anagrafe deve essere titolare di un permesso di soggiorno e con la carta di identità potrà svolgere un tirocinio in azienda e imparare un mestiere,  lavorare con un contratto regolare.

Le norme vigenti consentono ad un migrante che chiede asilo in Italia di essere assunto con un regolare contratto di lavoro, ma questa legge stabilisce ora che lo stesso migrante non può avere la carta di identità.

Negare ai migranti legittimamente presenti sul nostro territorio l’accesso alla residenza e l’acquisizione del documento di identità non c’entra nulla con la sicurezza,  semmai significa alimentare la clandestinità, lo sfruttamento, il lavoro nero e quindi creare il caos a scapito dell’inclusione sociale, minando tutte quelle pratiche e quei percorsi di integrazione alla base di una sana gestione del fenomeno migratorio.

Pensiamo che la convivenza civile, i diritti umani, la nostra Costituzione valgano di più di una becera attività propagandistica che punta a guadagnare voti riempiendo la testa della gente di menzogne, investendo politicamente sulla pelle di chi cerca, semplicemente, di sopravvivere.

Al fianco dei Sindaci contro il decreto Salvini

Siamo al fianco dei sindaci italiani che chiedono il rispetto dei diritti e della Costituzione. Siamo al fianco di tutti coloro che vedono violata la loro dignità umana ed ogni principio di giustizia naturale. Siamo per riaffermare il valore della nostra civiltà giuridica, i principi fondamentali della Repubblica italiana fondata sul lavoro, l’uguaglianza, la solidarietà e la pace. Per tutto questo, insieme con Leoluca Orlando, Luigi De Magistris, e tutti i sindaci democratici chiediamo che venga disapplicata qualsiasi norma che violi i valori fondamentali del nostro ordinamento.

La legge sulla sicurezza genera illegalità, conflitto sociale, emarginazione, sfruttamento, violenza e morte in terra ed in mare. Divide le comunità, impoverisce il paese, fa ripiombare l’Italia nell’oscurantismo. Crediamo che il confronto democratico, a cominciare dal Parlamento, tra le istituzioni e con i corpi sociali non possa essere più mortificato come è accaduto con la discussione sulla legge per la sicurezza, la tassa sul volontariato e la manovra di bilancio. Siamo preoccupati per la nostra democrazia e per i diritti di tutti. E’ il momento di affermare senza timidezze da che parte stare.

Per questo, siamo al fianco dei nostri sindaci

Manifestazione “Con i migranti per fermare la barbarie”

Il 27 ottobre mobilitazioni in tutta Italia In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme.

In Campania due momenti di incontro per discutere, manifestare e affermare la nostra mobilitazione come Arci:

I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare.

Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura.

A fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire.

I primi segnali di un’alternativa sono arrivati con la reazione all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla Sindaca di Lodi.  Così come con la grande risposta delle magliette rosse, con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti, con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi e il grande consenso che sta raccogliendo il progetto Mediterranea.

Da più parti viene la richiesta di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell’odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti.

A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche  sempre più proibizioniste e liberticide producono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie.

In Italia soffia un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un’ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle Ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita.

Un Decreto che punta a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale.

Eppure nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti “cattivi”, che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c’è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio.

A questa vasta area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie.

È il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme. E possiamo farlo manifestando ‪il 27 ottobre 2018‪, non in una ma dieci, cento città.

Per adesioni: conimigranticontrolebarbarie@gmail.com

Hanno finora aderito:

ACTIONAID, AIDOS, ANPI, ANTIGONE, ANYMORE ONLUS, AOI, ARCI, ARCS, ARS, ARTICOLO 21, ASGI, ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO, ASSOCIAZIONE CARMINELLA,  ASSOCIAZIONE CULTURALE MULTIETNICA “LA KASBAH” ONLUS, ASSOCIAZIONE DI QUARTIERE COLLINA DELLA PACE, ASSOCIAZIONE CULTURALE SMASCHERATI!, ASSOCIAZIONE FEMMINILE MASCHILE PLURALE – RAVENNA, ASSOCIAZIONE IL SOCIALISTA – MILANO, ASSOCIAZIONE ITACA ASBL, ASSOCIAZIONE LABDEM SICILIA, ASSOCIAZIONE LEZIONE AL CAMPO, ASSOCIAZIONE MESTIZAJE, ASSOCIAZIONE NAZIONALE OLTRE LE FRONTIERE ANOLF LOMBARDIA, ASSOCIAZIONE PARTECIPALERMO, ASSOCIAZIONE PER IMMIGRATI DI APRILIA DIALOGO DELLA RETE SCUOLE MIGRANTI, ASSOCIAZIONE PROGETTO ACCOGLIENZA DI BORGO SAN LORENZO,  ASSOCIAZIONE SARO – WIWA BARI, ASSOCIAZIONE STONEWALL GLBT – SIRACUSA, ASSOCIAZIONE TAMPEP, AVVOCATO DI STRADA, BAOBAB EXPERIENCE, CEFA, CENTRO ASTALLI, CENTRO MONDIALITA’ SVILUPPO, CGIL, CIAC ONLUS – CENTRO IMMIGRAZIONE ASILO, CICAR COORDINAMENTO IMMIGRAZIONE CASTELLI ROMANI, CIDIS ONLUS, CIFA, CGIL, CIPSI, CIR,  CITTADINANZATTIVA,  CNCA, COCIS, COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE, COMITATO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE – RAVENNA,  COMITATO PER VALORIZZAZIONE E LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE – FAENZA, COMITATO SALVIAMO LA COSTITUZIONE – CHIETI, COMUNITA’ DI VITA CRISTIANA/LEGA MISSIONARIA STUDENTI (CVXLMS) ITALIA, CONCORDITALIA, CONSORZIO ONG PIEMONTESI (COP), CONSULTA PROVINCIALE ANTIFASCISTA DI RAVENNA, COOPERATIVA DI CONSUMO REZZATO (BS), COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DI PARMA E PROVINCIA, COORDINAMENTO NOI TUTTI MIGRANTI LECCO, COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, COORDINAMENTO SPRAR – PROVINCIA DI COSENZA, COSPE, CULTURA E’ LIBERTA’, DOKITA, EMMAUS ITALIA, FEDERCONSUMATORI, FISH CALABRIA ONLUS, FOCSIV, FOCUS CASA DEI DIRITTI SOCIALI, FONDAZIONE EMMANUEL-DON FRANCESCO TARANTINI PER LE MIGRAZIONI E IL SUD DEL MONDO, FORUMSAD, GRUPPO ABELE, GRUPPO “MANI ROSSE ANTIRAZZISTE”, GUS, HUMAN BEINGS – LABORATORIO TEATRALE INTERCULTURALE (PERUGIA), IL MANIFESTO, IL MANIFESTO IN RETE, IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA, INTERSOS, JANUAFORUM, LEGACOOPSOCIALI, LEGAMBIENTE, LIBERA, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, LIGNARIUS (APS) –  ROMA, LINK2007,  LINK COORDINAMENTO UNIVERSITARIO, LUNARIA, MANIFESTO PER PADOVA SENZA RAZZISMO E DISCRIMINAZIONI, MANTOVA PER LA PACE, MIGRANTES MESSINA, MOLTIVOLTI, MOVI, MOVIMENTO CAMBIAMO MESSINA DAL BASSO, MOVIMENTO SVILUPPO E PACE, ONG PRO.DO.C.S., OSSERVATORIO AIDS – DIRITTI SALUTE, OXFAM, P.A.R.V.A. CASA DELLE DONNE DI VITERBO, PEACELINK, PROACTIVA OPEN ARMS, PROTEA SCS, PUNTO PACE DI PAX CHRISTI – FERENTINO, RETE DEGLI STUDENTI MEDI, RETE DELLA CONOSCENZA, RETE ROMANA DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE,  , S/MURARE IL MEDITERRANEO DELL’UNIVERSITA’ DI BARI “ALDO MORO”, STATEWATCH, STRISCIA ROSSA, SUORE AUSILIATRICI DELLE ANIME DEL PURGATORIO,  TERRES DES HOMMES, UDU, UIL, UISP, UNIONE DEGLI STUDENTI, UN PONTE PER, UNIVERSITA’ POPOLARE LECCE (UNIPOP), VIM

Adesioni individuali: Renata Bedendo, Roberto Biscardini, Ginevra Bompiani, Anna Bonaiuto, Paola Bruno, Luciana Castellina, Anna Maria Ceci, Carlo Cecchi, don Luigi Ciotti, Massimiliano Clemente,  Furio Colombo, Danilo Cremonte, Giusette Della Gatta, Adele Del Guercio, Carlo De Michele, Roberta D’Alesio, Fabrice Olivier Dubosc, Agostino Ferrente, Elisabetta Luise, Gigi Epifani, Renzo Fior,  Mariella Foresti, Anna Maria Formisano, Caterina Frustaci, Alfonso Gianni,  Rita Giliberto, Francesco Indovina, Pasquale Iorio, Maria Antonietta La Barbera, Wilma Labate, Giovanni Ladiana, Raniero La Valle,  Giuseppe Licordari, Maria Antonietta Mammarella, Gianfranco Mammone, Silvia Mancino, Cristina Mangia, Mario Martone, Ignazio Masulli, Danielle Mazzonis, Tomaso Montanari, Antonino Ottimofiore, Alice Oxman, Marilena Pandolfelli, Marina Pasquino, Maria Paola Patuelli, Carlo Petrini, Paolo Pietrangeli, Alessandro Portelli, Enrico Pugliese, Davide Riondino, Davide Rostan, Melania Sammarco, Aldo Tortorella, Luigi Tribioli, Andrea Vinciguerra, Vincenzo Vita