La Campania antirazzista manifesta il 21 ottobre

Una bellissima giornata. Basta razzismo, sfruttamento, respingimenti e morte. Un sussulto di riscatto, dignità ed educatissima pretesa di diritti. Tanta gentilezza in un corteo non l’avevamo mai vista. Una lezione di civiltà contro l’indecenza dei discorsi razzisti e delle spalle voltate verso chi muore in mare. Una bellissima giornata grazie a chi ha avuto il coraggio di manifestare insieme con i migranti. A chi ci ha creduto dall’inizio, e anche in tempi bui e impopolari per la solidarietà, non si nasconde.

La Campania antirazzista ha sfilato sabato a Roma per chiedere solidarietà ed uguaglianza contro la xenofobia. Associazioni, studenti, richiedenti asilo e ragazzi delle seconde generazioni hanno risposto così alle discriminazioni ed all’ondata di rancore che sta dilagando negli ultimi mesi anche nelle nostre città. “Cortesemente, gli extracomunitari in questo quartiere non sono bene accetti”, è il volantino dal tono falsamente gentile che i volontari della “don Tonino Bello” hanno trovato ad Avellino fuori la sede dove giovani rifugiati e studenti irpini si esercitano con le percussioni in drum circle.

L’altra settimana a Scampia circa 800 persone, scout, associazioni ambientaliste, rete antirazzista, hanno manifestato al fianco della comunità Rom “diritti uguali per tutti”, ricordando come proprio i Rom furono i protagonisti di una corsa alla solidarietà nei confronti dei terremotati che dopo il sisma dell”80 furono catapultati nel quartiere senza acqua, luce, servizi adeguati.

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I ragazzi di “Salerno Meticcia” hanno invece messo in piedi una campagna contro le “bufale” che si raccontano sugli immigrati. Insieme alla comunità senegalese, da due settimane animano il lungomare cittadino con uno speaking corner distribuendo un vademecum di risposte sensate alle falsità imperanti, snocciolando dati e informazioni che chissà perché nessuno diffonde. “C’è un’invasione?” neanche per sogno. Il numero degli sbarchi è nettamente inferiore a quello degli ingressi che i flussi programmati del governo prevedevano un tempo. Solo dieci anni fa potevano entrare legalmente in Italia 170mila stranieri chiedendo il visto in ambasciata, prendendo un’aereo o una nave invece di rischiare la vita in mano ai trafficanti. Nessuno si accorgeva di loro perché avevano la dignità ed il diritto della legalità. Ora le quote programmate sono sostanzialmente inesistenti, e restano solo i barconi per fuggire dalla morte e la fame.

Padre Raffaele Nogaro, già vescovo di Caserta, ha lanciato un appello..abbiamo bisogno di giovani, ragazze e ragazzi italiani e nuovi cittadini, per costruire il futuro di questo paese; abbiamo bisogno di accoglienza, solidarietà e speranza. Di responsabilità e lealtà nel servizio della politica, dell’informazione e della creazione di coscienza pubblica contro chi semina odio, paure e violenza.” L’appello, raccolto subito da don Luigi Ciotti ma anche da attori e scrittori come ad esempio Toni Servillo, Moni Ovadia, Enrico Ianniello, Luciana Castellina, Andrea Camilleri, Carlo Petrini invita a “testimoniare l’umanità che ci unisce” perché la povertà non è una colpa, e prendersela con i più deboli non ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica.

Per questo la manifestazione di Roma ha chiesto l’abolizione della legge Bossi Fini e dei decreti Minniti-Orlando che criminalizzano barboni, poveri e rovistatori di cassonetti e contemporaneamente cancella l’uguaglianza di fronte al giudice dei richiedenti asilo, con la soppressione per loro del ricorso in appello.

Dalla Campania abbiamo partecipato in tanti. Soprattutto giovani. Gli studenti della Rete della Conoscenza, i ragazzi della squadra di calcio multietnica casertana Rfc Lions, che dopo l’amichevole contro l’Atletico San Lorenzo – altra squadra mista romana – hanno cambiato maglia e sfilato in corteo, i richiedenti asilo dei centri Sprar di Napoli e della regione, i percussionisti di Avellino, i giovani della biblioteca multiculturale realizzata nella vecchia Casa del Fascio dal circolo Arci Spaccio Culturale di Succivo, le ragazze nigeriane che hanno denunciato i trafficanti e molti altri ancora; volontari, operatori sociali, persone semplicemente di buon senso.

Francesca Coleti
Presidente Arci Campania

21 ottobre manifestazione nazionale a Roma contro il razzismo

Il 21 ottobre terremo a Roma una manifestazione nazionale contro il razzismo, per la giustizia e l’uguaglianza, a cui hanno aderito decine di ong, organizzazioni sociali, politiche, sindacali, studentesche, culturali. L’appuntamento è alle 14.30 a Piazza della Repubblica, per un corteo che si concluderà a Piazza Vittorio.

L’Arci in Campania si sta mobilitando per essere a Roma attraverso i Comitati Provinciali. Chiunque sia interessato a partecipare può contattare il territoriale di riferimento:
– Arci Salerno: email arcisalerno@tiscali.it – tel. 089254790 – Pagina Facebook
– Arci Napoli: email info@arcinapoli.it – comunicazione@arcinapoli.it – Pagina Facebook
– Arci Avellino: email avellino@arci.it – Pagina Facebook
– Arci Benevento: email benevento@arci.it – Pagina Facebook
– Arci Caserta: email caserta@arci.it – tel. 0823.279363/0823.462672 – Pagina Facebook

Qui l’evento facebook nazionale della manifestazione.

Scenderemo in piazza per dire che non accettiamo la riduzione dei diritti, a cominciare da quelli dei migranti, che ci opponiamo alle derive xenofoba e razziste che stanno prendendo piede nel nostro paese e nella UE, agli accordi con i paesi di origine e transito dei migranti che, in cambio di soldi, si impegnano a bloccare chi tenta di scappare da un presente e un futuro di violenza e povertà prima che raggiunga le frontiere europee, rinchiudendoli in lager come quelli libici o rimpatriando le persone in paesi in cui non sono garantiti i diritti umani.

Scenderemo in piazza perché venga abolita non solo la legge Bossi-Fini, ma anche le più recenti leggi discriminatorie Minniti Orlando.
Chiederemo canali di ingresso sicuri e legali, un sistema d’accoglienza che garantisca dignità e integrazione, una revisione dell’accordo che obbliga chi chiede asilo a fermarsi nel primo paese d’arrivo.

Chiederemo che a tutti i soggetti socialmente più fragili, italiani o stranieri, venga garantita una vita dignitosa, come è previsto dalla nostra Costituzione,  e che quindi si attuino politiche per contrastare e ridurre le disuguaglianze sociali.

Il 21 ottobre in Piazza a Roma per chiedere diritti uguali per tutte e tutti.

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