XVI Congresso nazionale dell’Arci: il contributo della delegazione campana

speciale report n_7.inddSi sono conclusi oggi i lavori del XVI Congresso nazionale dell’Arci. Quattro giornate di intensi lavori, caratterizzati dalla presenza di molti ospiti esterni, in rappresentanza delle istituzioni, dei partiti, delle associazioni e delle organizzazioni sindacali.
Per quattro giorni si è discusso di come rendere il sistema associativo Arci adeguato al grave momento che attraversano l’Italia e l’Europa, delle innovazioni necessarie per attrezzarci a svolgere il nostro ruolo in modo sempre più efficace in un’ epoca segnata dalla più grave e lunga crisi del dopoguerra.
La delegazione campana ha contribuito attivamente al dibattito proponendo  diversi ordini del giorno:

– la chiusura dei CIE riaffermando, tra l’altro, la necessità dell’associazione di continuare a  chiedere  e lavorare affinché il cambiamento delle politiche migratorie passi attraverso il recupero del valore della dignità umana;

– la centralità delle politiche sociali e la necessità del rafforzamento di un modello di relazioni collettive in cui la dimensione della partecipazione sia strumento di trasformazione che abbracci il Mediterraneo e ne rafforzi il tessuto sociale attingendo alla cultura del mutuo aiuto;

– fare propria una forte campagna di sensibilizzazione a favore di un rifinanziamento della cultura in Italia, capace di esprimere con chiarezza una visione nuova e moderna del valore della cultura indicando al paese una strada diversa nel futuro, nella quale la cultura sia identificata come una risorsa, soprattutto per i giovani e per le scuole;

– strutturare e rendere stabile una serie di servizi, opportunità e strumenti tesi alla crescita ed al rafforzamento della partecipazione associativa e del tessuto dei circoli sul territorio nazionale;

– la necessità che l’ARCI nazionale preveda percorsi formativi diffusi sui territori, anche attraverso la valorizzazione del ruolo e delle competenze istituzionali dei comitati territoriali, capaci di creare un sistema diffuso di competenze in modo da consentire ai dirigenti dei circoli di affrontare con consapevolezza la complessità normativa, burocratica ed amministrativa della vita associativa.

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