La Fattoria Meta rappresenta il segno tangibile del riscatto di un territorio, non si stronchi così questa esperienza

L’Arci Campania si unisce all’appello del circolo “Nero e non solo!”: le istituzioni si attivino quanto prima per recuperare i fondi

Tra la calura estiva e l’emergenza Covid, sembrano passare sotto silenzio avvenimenti altrettanto importanti, che rischiano di annullare anni di sacrifici, investimenti e lavoro di centinaia di volontari e di associazioni.

Stiamo parlando della notizia della revoca dei fondi – si parla di 1.400.000 euro – che sarebbero serviti a finanziare la Fattoria Meta per l’accoglienza e l’integrazione di immigrati, che l’Autorità di Gestione del PON Legalità 2014/2020 del Ministero dell’Interno ha disposto per il Comune di Santa Maria la Fossa.

La costruzione della fattoria Meta era stata prevista per portare a compimento il progetto di riuso sociale sui terreni confiscati ai camorristi Francesco Schiavone detto Cicciariello e ad Aniello Bidognetti ricevuti in affidamento dall’associazione “Nero e non solo!”, sui quali è stato avviato di un impianto elicicolo, per l’allevamento delle chiocciole per scopi alimentari e per l’estrazione della bava.

In dieci anni centinaia di studenti e volontari provenienti da tutt’Italia durante i campi delle legalità estivi “Terra di lavoro e dignità” organizzati in collaborazione con l’Arci nazionale, Spi e CGIL, insieme a giovani rifugiati politici accolti dall’associazione, hanno tenuto fertile il terreno e costruito l’impianto che oggi ha appena iniziato a creare lavoro.

Il progetto prevedeva a questo punto la costruzione di una fattoria sociale e la riqualificazione dell’intera area affidata all’associazione. Un progetto innovativo sul piano della sostenibilità ambientale e architettonico sviluppato da un gruppo di architetti vincitrici di un concorso pubblico. Il Comune di Santa Maria La Fossa doveva curarne la realizzazione essendo proprietaria dell’area e destinatario dei fondi. È bastata la mancata risposta ad una pec per interrompere tutto.

“La delusione è fortissima –spiega il presidente dell’Associazione Nero e non Solo! – Arci Aniello Zerrillo- in questi ultimi anni la Fattoria Meta ha rappresentato il sogno che poteva diventare realtà, il possibile segno concreto del riscatto di un intero territorio”.

A cosa sono servite le migliaia di ore di impegno sotto il sole, il sudore e la fatica di tanti volontari, di centinaia di giovani provenienti da tante città d’Italia e non solo?

A cosa sono serviti gli sforzi economici per provare a dare una opportunità, un futuro ai giovani braccianti rifugiati?

A cosa sono serviti gli sforzi compiuti per ripristinare i danni dovuti ai danneggiamenti, furti, incendi dolosi, di cui la cooperativa è stata vittima sul terreno in questi anni?

La perdita di questo finanziamento rappresenta una sconfitta non solo per Santa Maria la Fossa, ma per tutta la provincia di Caserta, che in queste ultime settimane ha assistito ad un’escalation di eventi dolosi molto preoccupanti su altri beni confiscati. Prima la messa a fuoco di diversi ettari di grano nella masseria Abbate, poi l’incendio nella “Balzana” a Santa Maria la Fossa, ora l’incendio ai capannoni dell’Euromilk a San Marcellino.

L’Arci Campania si unisce alla battaglia del circolo Nero e non Solo! per chiedere alle istituzioni e agli enti coinvolti di non abbassare la guardia sui temi della legalità e della gestione dei beni confiscati e di compiere il massimo sforzo per risolvere questa situazione, recuperare il finanziamento e realizzare l’opera.

Non possiamo accettare questo epilogo, soprattutto perché questa non sarebbe solo una nostra sconfitta ma quella di tutte le persone che nella società civile lottano e si impegnano quotidianamente contro le mafie, il caporalato e lo sfruttamento dei braccianti.

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